Commenti a: Telecom Italia: segnale di rafforzamento in corso!! https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/ Consigli di borsa e sul trading Sun, 28 Oct 2018 11:49:05 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.1 Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-5/#comment-1978 Thu, 30 May 2013 20:58:31 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1978 Ho contato i commenti che stanno sotto a questo sono 50, Quindi l’errore è che non cambia pagina ma resta perpetuo..Cmq fammi sapere che ne pensi così si decide se aprire uno nuovo…

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Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-5/#comment-1977 Thu, 30 May 2013 20:49:09 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1977 ciao Alessio, ti ringrazio di avermi avvisato dell’intervista a berna, sicuramente non perderò di vederla.

Riguardo alla pagina di telecom effettivamente è scombinata e non so per quale motivo quando si lascia un commento lo pone sopra una determinata fila di commenti. Però, se fai caso, il commento viene cmq inserito in ordine sotto il precedente, ma cmq non per ultimo. Penso che sia un errore del replay che non fa più terminare la pagina. Infatti, ogni pagina dovrebbe contenere 50 commenti, ma questa mi sa che li ha superati alla grande. Per leggere i commenti inseriti basta cmq cliccare sull’ultimo utilizzando la colonna utlimi commenti a lato destro del blog che ti rimanda ne commento corretto e quelli sopra dovrebbero essere i precedenti in ordine cronologico. Per ora è così perchè non riesco a sistemare, però se il fastidio è stucchevole allora fammelo sapere che apro un nuovo thread e riprendiamo da quello.

buona serata a domani ciaociao e grazie per la notizia molto interessante…

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Di: Cele https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-5/#comment-1976 Thu, 30 May 2013 19:47:28 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1976 facciamo la prova..ho cliccato su reply al post di Alessio il grande …
senza togliere il ruolo a nessuno ma la Lilly mi intriga da tempo e da matti

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Di: alessio https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-5/#comment-1975 Thu, 30 May 2013 19:34:24 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1975 Ciao Fabrizio,

volevo informarti di un paio di cose:

la prima riguarda il blog, e in particolare i post su Telecom Italia; non so se è un problema solo del mio pc, ma quando scrivi un post, questo viene inserito all’interno della pagina in modo randomico, e non come ultimo commento, rendendo così difficile la sua visione, anche dal punto di vista di sequenza temporale.

La seconda è che domani sera su La7 durante la trasmissione “ottoemezzo”, la Gruber intervisterà Bernabè, e come ben sai in questi giorni di carne al fuoco c’è ne parecchia, per cui penso ti interesserà seguirla sicuramente….

Ciao e buona serata!

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Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-4/#comment-1974 Thu, 30 May 2013 15:29:54 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1974 Telecom Italia, ok piano societarizzazione rete, contatti con Cdp

[TLIT.MI] MILANO, 30 maggio (Reuters) – Il Cda di Telecom Italia ha approvato il progetto di societarizzazione della rete di accesso. Nella nuova entità, si legge in un comunicato, confluiranno attività e risorse relative alla rete di accesso passiva, nonché la componente attiva. La società garantirà l’accesso a tutti gli operatori. Il consiglio ha ribadito il mandato al magement affinché proseguano i contatti con la Cdp per eventuale ingresso nel capitale della società della rete.

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Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-4/#comment-1972 Thu, 30 May 2013 12:00:53 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1972 Telecom aumenta importo massimo riacquisto bond in dollari

[TLIT.MI] MILANO, 30 maggio (Reuters) – Telecom Italia incrementa l’importo massimo per le obbligazioni TI Capital che possono essere portate in adesione all’offerta di acquisto. Alla data di ieri, si legge in un comunicato, Telecom ha ricevuto adesiioni per un ammontare totale di circa 1.986.593.000 dollari. Telecom ha incrementato l’importo massimo per le Obbligazioni TI Capital che possono essere portate in adesione all’offerta da 1.577.027.000 dollari da 750 milioni e l’ammontare massimo per la serie di Obbligazioni TI Capital denominate 5.25% Notes due 2015 che può esser portato in adesione a 634.797.000 dollari da 500 milioni. La scadenza dell’offerta era fissata per la mezzanotte (ora di New York) del 12 giugno prossimo, ma il gruppo ha anticipato la chiusura al 3 giugno. A causa del fatto che Telecom ha ricevuto adesioni all’offerta di acquisto superiori all’importo massimo, non accetterà ulteriori obbligazioni TI Capital portate in adesione. Il 15 maggio scorso, Telecom aveva annunciato il riacquisto di bond per 750 milioni di dollari.

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Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-4/#comment-1971 Thu, 30 May 2013 10:38:31 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1971 L’operazione da 8-16 miliardi coinvolgerà la Cassa Depositi e Prestiti, gestore dei risparmi postali. Ma servono nuovi fondi per lo sviluppo: a pagare saranno i cittadini.

Vendita di una fetta rilevante alla Cassa Depositi e Prestiti che la pagherà in base alla decisione sulla valutazione tra 8 e 16 miliardi di euro.
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Vendita di una fetta rilevante alla Cassa Depositi e Prestiti che la pagherà in base alla decisione sulla valutazione tra 8 e 16 miliardi di euro.

ROMA (WSI) – Per Telecom Italia si avvicina il momento della cessione della rete. E per i cittadini, oltre al danno di aver avuto per anni le bollette fra le più salate d’Europa per finanziare i dividendi ai soci, arriva anche la batosta finale. Quella che, secondo le ipotesi circolate nelle scorse settimane, appesantirà la Cassa Depositi e Prestiti, gestore dei risparmi postali degli italiani, di una quota rilevante di un asset in rame obsoleto valutato tra 8 e 16 miliardi di euro. Custodito da una società pubblico-privata di nuova costituzione che sarà prevedibilmente caricata di costi fissi (tra cui, non è escluso, parte dei dipendenti di Telecom) da finanziare con le vie tradizionali: il canone di accesso alla rete, a sua volta giustificazione per gli aumenti degli operatori, ma giustificato nel nome dei futuri investimenti in fibra.

Questo in sintesi lo scenario che si prospetta sul lungo termine, a valle delle consultazioni del regolatore e delle ulteriori trattative tra le parti in causa. Non prima, in ogni caso, che Telecom dia il via alle danze con la delibera sullo scorporo della rete attesa per giovedì 30 maggio, che permetterà all’indebitato gruppo di telecomunicazioni (28,76 miliardi di euro) di progettare una nuova partenza. Un passo indispensabile prima di discutere eventuali nozze con 3Italia o altri pretendenti con vantaggio di soci come Generali, Intesa e Mediobanca subentrati alla Pirelli di Marco Tronchetti Provera al controllo di Telecom nel 2007. E non senza la benedizione del governo di Enrico Letta che, sulla base della legge 56 dell’11 maggio 2012, ha “potere di veto avverso qualsiasi delibera, atto o operazione, adottata a una società” di rilevanza strategica per il settore dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. E che la settimana scorsa ha incontrato i vertici di Telecom e Cdp.

Una classica operazione di sistema, insomma, che permetterà a Telecom di tornare a creare ricchezza per i soci. Azionisti che a dire il vero negli anni di denaro ne hanno intascato parecchio come testimoniano i 16 miliardi di cedole staccati da Telecom dal 2003 ad oggi. Con gli attuali che, dopo le pesanti perdite incassate in seguito al subentro a Tronchetti (oltre 5 miliardi in un quinquennio) non sono più disposti a metter mano al portafoglio per garantire lo sviluppo industriale della società. E che anzi, in vista della scadenza a settembre del patto di sindacato che lega i maggiori soci nella holding Telco (Generali al 30,58%, Mediobanca all’11,62%; Intesa Sanpaolo all’11,62% e gli spagnoli di Telefónica al 46,18%), accarezzano l’uscita dal capitale del gruppo di telefonia di cui controllano congiuntamente il 22,44 per cento.

Insomma, il salotto buono della finanza batte in ritirata e alla Telecom di Franco Bernabè non resta che correre a Roma per risolvere i danni provocati dalla finanza dopo la privatizzazione voluta dall’ex premier Romano Prodi nel 1997 e recentemente definita “sbagliata” dallo stesso presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini. Già perchè la stragrande maggioranza del passivo di Telecom è frutto delle scalate a debito effettuate, con il supporto delle banche, dalla Olivetti-Tecnost di Roberto Colaninno prima (1999) e dalla Olimpia (2001) di Marco Tronchetti Provera.

Così alla Cassa Depositi e Prestiti e ad eventuali altri soci privati da affiancare a Telecom finora rimasti senza nome, non resta che tentare di limitare i danni: possibilmente evitando di sborsare per la fetta da acquistare (le ultime ipotesi parlano di un 20-25% destinato al gruppo pubblico) più della metà del valore pro quota che Telecom vorrebbe attribuire alla sua rete. A conti fatti, quindi, allo stato attuale delle trattative, il potenziale costo per la Cassa oscilla tra 1,6 e 4 miliardi di euro a seconda che l’asset venga stimato 8 o 16 miliardi di euro. Non solo. Il nodo della valorizzazione farà discutere anche perchè attorno a questo ruota il ruolo di Telecom nella futura società della rete nella quale Cdp è candidata a entrare a operazione ultimata attraverso il Fondo Strategico Italiano e, assieme al fondo F2i di Vito Gamberale, a partecipare mettendo la propria quota in Metroweb. Azienda, quest’ultima, che per sviluppare la fibra con velocità a 100 megabyte nelle principali trenta città italiane ha già previsto 4,5 miliardi di investimenti, su un totale di 15 miliardi necessari secondo l’Agenda digitale del Ministero dello Sviluppo economico per centrare gli obiettivi indicati da Bruxelles e collegare il 100% dei cittadini a 30 Mbps e il 50% a 100 Mbps, dando vita a quello che il viceministro Antonio Catricalà nei giorni scorsi ha definito un “volano per l’economia in grado di creare più di 200mila posti di lavoro”.

Telecom punta naturalmente al controllo della newco, ma gli altri operatori sono già in allarme: l’amministratore delegato di Fastweb, Alberto Calcagno, ha per esempio chiesto ad Agcom e Antitrust di vigilare dal momento che lo scorporo “non può avere come conseguenza un alleggerimento della regolazione almeno finchè persistono due condizioni: dominanza di Telecom nel mercato degli accessi su rete fissa, oggi ancora al 65%, e pacchetto di controllo sulla società post-scorporo”. Detto in altri termini, non si può permettere all’operatore privato Telecom – cui l’Antitrust ha appena comminato una maximulta (104 milioni di euro) per abuso di posizione dominante proprio nelle infrastutture di rete dopo un’indagine di tre anni – di diventare il dominus del nuovo network. Per di più a spese del salvadanaio degli italiani custodito dal gruppo Cdp che, sulla base del bilancio 2012, conta su una raccolta postale da 233 miliardi.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Fatto Quotidiano – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-4/#comment-1970 Thu, 30 May 2013 10:33:30 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1970 Infrastrutture Trattativa con Agcom sulle nuove regole

Svolta Telecom, la rete verrà separata

Oggi il consiglio per lo scorporo. SocGen preannuncia «l’accordo di principio». L’avvio dei colloqui con l’Agcom e la Cdp

(Ansa)
MILANO – Conto alla rovescia per il riassetto della rete telefonica di Telecom Italia. Oggi il consiglio d’amministrazione del gruppo telefonico tornerà a riunirsi per prendere una decisione definitiva sull’infrastruttura, dopo aver esaminato una settimana fa gli elementi principali dell’operazione di spin-off. Il consiglio dovrebbe votare compatto per l’assegnazione del mandato al presidente Franco Bernabè e all’amministratore delegato, Marco Patuano, per conferire a una newco la rete di accesso. Sarebbe solo primo passo per arrivare alla societarizzazione, ovvero allo scorporo dell’ultimo miglio dell’infrastruttura di trasmissione.

Bernabè e Patuano dovranno definire il perimetro di attività da trasferire alla nuova società, nonché i valori degli asset, su cui sono ancora in corso le valutazioni. Il lavoro non è semplice: riguarda sia l’infrastruttura di rete fissa sia quella mobile, ormai completamente interconnesse e, oltretutto, sul mobile Telecom ha accordi con i concorrenti Vodafone, Wind e Tre per la condivisione delle antenne.

C’è ancora incertezza sulla posizione di Telefonica, contraria alla scissione della rete anche per timore che il precedente possa essere preso in considerazione pure in Spagna. Negli ultimi giorni ci sono stati diversi contatti e, secondo indiscrezioni, anche un viaggio a Madrid di alcuni emissari di Telecom, per persuadere gli spagnoli ad allinearsi. Qualcuno sostiene che Cesar Alierta e Julio Linares, dopo aver provato a mettersi di traverso, abbiano tentato di avanzare un’alternativa «soft», ovvero la divisionalizzazione delle rete invece dello spin-off.

La soluzione scelta da Bernabé tuttavia, più di quella degli spagnoli, avrebbe il vantaggio di poter essere revocata qualora sorgessero problemi nel percorso che dovrà portare la nuova società delle rete ad essere effettivamente operativa. I passaggi sono tanti: dalle verifiche con l’Agcom sulle nuove regole, da cui dipende in definitiva il nuovo conto economico di Telecom post scorporo, alla trattativa con la Cassa depositi e prestiti per l’ingresso nella newco della rete. Con la decisione di oggi il gruppo telefonico potrà avviare formalmente le verifiche, come hanno rivelato ieri gli analisti della banca francese SocGen, i quali, a sorpresa, dopo aver incontrato i manager di Telecom hanno diffuso una nota annunciando che «probabilmente Telecom Italia raggiungerà un accordo di principio per andare avanti con la separazione della rete e le discussioni con la Cdp e altri potranno partire a pieno ritmo».

Secondo diversi osservatori l’effettiva fattibilità dello scorporo sarà valutata dal gruppo solo successivamente ai colloqui con Agcom e Cdp. L’avvio dello spin-off, non a caso ieri non ha scaldato la Borsa, dove Telecom ha chiuso in calo dello 0,38%, a 0,647 euro. Gli operatori attendono probabilmente di avere oggi qualche elemento in più sull’operazione e anche delle indicazioni sui tempi della manovra, che non saranno brevi.

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Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-4/#comment-1961 Wed, 29 May 2013 02:23:02 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1961 Il pessimismo cosmico di Bernstein su Telecom Italia

Un pugno e una carezza, ma alla fine si direbbe soprattutto pugni. Già in passato la casa d’analisi Bernstein si era distinta per gli accenti scettici se non apertamente critici verso Telecom Italia e le sue chance di raddrizzare una situazione infelice sotto parecchi aspetti.

Ieri ha ribadito il concetto con argomentazioni a tutto campo e salvando ben poco. La carezza, si diceva. L’azione del gruppo guidato da Franco Bernabè, sostengono gli analisti, può arrivare a valere 1 euro. Ma potrebbe anche scendere fino a 0,44-0,38 euro. Tutto dipende da se e come saranno portate a termine le operazioni sulla rete e/o con 3 Italia, su cui le incertezze sono di varia natura. In verità gli esperti appaiono piuttosto sconfortati dall’atteggiamento attendista che Telecom sta portando avanti, parlano di temporeggiamento come forma d’arte dopo aver «sbandato di crisi in crisi negli ultimi cinque anni». In passato la grande speranza era il Brasile, che in effetti ha vissuto un turnaround «ma ora si sta indebolendo di nuovo». Nel frattempo però l’Italia, anziché riprendersi, «si è stabilmente deteriorata (…) nonostante una significativa riduzione nel debito assoluto». E ogni anno il prezzo dell’azione scende un altro po’. Ora le discussioni tra azionisti, Governo e management giungono «in un momento di massima debolezza per Telecom». Per gli esperti cristallizzare il valore della rete «potrebbe creare valore per gli azionisti, in teoria»: infatti considerando per l’asset un ev di 14 miliardi si avrebbe un multiplo implicito di sei volte l’ebitda, «molto sopra le quattro volte» a cui scambia oggi il titolo. E applicando una valutazione di 4,5 volte l’ebitda al resto del business retail, «il prezzo delle azioni ordinarie salirebbe fino a 0,85 euro». In realtà, spiegano gli analisti, il valore potrebbe oscillare ampiamente in un senso o nell’altro «a seconda dei dettagli» dell’operazione e dei termini regolatori «ed è ragionevole ipotizzare che le condizioni imposte da Cdp possano tradursi in un mercato più competitivo e in una posizione molto più debole per TI Retail». Stimando che il business retail restante vedrebbe un’accelerazione del calo dell’ebitda al 30-35% rispetto all’attuale flessione del 20% del gruppo sui tre anni. Con cali simili, il fair value del business retail potrebbe ridursi a soli 17 miliardi, implicando un prezzo dell’azione di 0,41-0,37 euro. Comunque Bernstein pare non credere che lo scorporo ci sarà e che il potenziale annuncio serva semmai a sostenere il desiderio di Telecom di ottenere un accordo con Hutchison Whampoa ai termini ritenuti corretti. Quanto a un’intesa con il gruppo cinese, gli esperti rilevano che le questioni di governance sembrano essere di ostacolo, con potenziali conflitti di interessi sempre più scomodi sia per il management di Telecom sia per il governo italiano alla luce dei contrasti tra i soci di Telco sul tema. Certamente -concedono- il titolo Telecom è su valutazioni basse e il gruppo ha molte opzioni. Ma «l’incapacità di cogliere queste opzioni sta diventando un’abitudine». Con tanto di monito finale: se le attività dovessero ancora deteriorarsi o gli spread tornare a salire, ad esempio in scia a ulteriore instabilità politica (in casa Bernstein lo scetticismo è molto elevato anche sulla durata del governo Letta), «la società potrebbe entrare in una spirale del debito e in tal caso l’azione non sarebbe affatto su valutazioni basse».

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Di: Fabrizio fa https://www.tradingfib.com/telecom-italia-segnale-di-rafforzamento-i-corso/comment-page-4/#comment-1960 Tue, 28 May 2013 16:11:33 +0000 https://www.tradingfib.com/?p=872#comment-1960 Telecom: Bisignani, ho fatto incontrare Carlos Slim e Berlusconi

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 28 mag – Luigi Bisignani ha incontrato “un paio di anni fa, attraverso un canale in Vaticano”, l’imprenditore messicano Carlos Slim, che “aveva manifestato l’intenzione di investire in Italia” e “gli interessava principalmente Telecom Italia”. Nell’incontro, Slim “mi chiese se potevo fargli incontrare Berlusconi. Voleva capire se una sua eventuale partecipazione in Telecom fosse piu’ o meno gradita al governo. Fissai un incontro a Palazzo Chigi al quale parteciparono anche Letta (Gianni, ndr) e il figlio di Slim”. Il racconto di Bisignani e’ tratto dal libro intervista con Paolo Madron “L’uomo che sussurra ai potenti”, che sara’ in libreria giovedi’ 30 maggio. Nel corso dell’incontro, Bisignani racconta che “il magnate sottolineo’ tutti gli errori che secondo lui si erano verificati nella gestione del numero uno Bernanbe’ in Sudamerica, e non solo”, ricordando che Letta e’ “da sempre grande protettore del manager trentino”, grazie al fatto che ha creato per lui “una corsia preferenziale con l’allora presidente dell’Authority per le comunicazioni, Corrado Calabro’. Cosa che ha indispettito soprattutto Vodafone e Wind Infostrada

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